FAQ

Domande frequenti sui prodotti W&H e descrizioni utili sul tema dell'igiene e cura.

Sterilizzatrici

  • Lara (23)
    • Qual'è il rumorre massimo raggiunto da un autoclave?
      Il massimo livello di rumore di Lisa 2019 è di 64,3 decibel, per Lara è di 66,9 decibel.
    • Depositi o macchie sugli strumenti.
      POSSIBILE CAUSA
      Strumenti sciacquati con acqua corrente ma non asciugati prima della sterilizzazione.
      SOLUZIONE
      Assicurarsi che gli strumenti siano sciacquati con acqua distillata o demineralizzata e completamente asciutti prima di posizionarli nella sterilizzatrice.
      POSSIBILE CAUSA
      Uso di acqua di scarsa qualità o con eccessivo contenuto di sostanze chimiche.
      SOLUZIONE
      Svuotare entrambi i serbatoi di acqua. Usare acqua di buona qualità (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Residui organici o chimici sugli strumenti.
      SOLUZIONE
      Pulire, sciacquare e asciugare gli strumenti prima di riporli nella sterilizzatrice (vedere il capitolo “Manutenzione e preparazione del carico” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Camera, vassoi, supporto vassoi sporchi.
      SOLUZIONE
      Pulire la camera e lavare i relativi accessori.
      POSSIBILE CAUSA
      Contatto tra strumenti di materiali diversi.
      SOLUZIONE
      Assicurarsi che strumenti di diverso materiale non si tocchino tra loro (alluminio, carbonio, acciaio inox, ecc.); posizionarli su vassoi o cassette diversi o rimpacchettarli (vedere il capitolo “Manutenzione e preparazione del carico” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Depositi di calcare nella camera.
      SOLUZIONE
      Pulire la camera e usare acqua di buona qualità (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
    • La sterilizzatrice è collegata a un sistema automatico di alimentazione dell’acqua, il serbatoio acqua pulita è vuoto e il riempimento automatico dell’acqua non parte.
      POSSIBILE CAUSA
      Sistema di riempimento dell’acqua non collegato.
      SOLUZIONE
      Collegare il sistema di riempimento dell’acqua alla sterilizzatrice. (Per i requisiti di qualità dell’acqua, vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Mancanza temporanea di acqua durante un precedente tentativo di riempimento del serbatoio.
      SOLUZIONE
      Poiché fra un ciclo e l’altro viene eseguito un solo tentativo di riempimento del serbatoio dell’acqua, questo evento impedisce l’alimentazione dell’acqua. Spegnere e riaccendere la sterilizzatrice.
      Verificare il sistema di riempimento acqua esterno.
      Verificare che non vi siano perdite di acqua dalla sterilizzatrice.
      POSSIBILE CAUSA
      Sensore di livello acqua MIN difettoso nel serbatoio dell’acqua pulita.
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Alla fine del ciclo, nella camera sono presenti residui di acqua.
      POSSIBILE CAUSA
      Sterilizzatrice non livellata.
      SOLUZIONE
      Posizionare la sterilizzatrice su una superficie piana e livellata.

      POSSIBILE CAUSA
      Camera eccessivamente caricata.
      SOLUZIONE
      Rispettare i limiti di carico massimo consentito per ogni tipo di carico. Usare sempre i rispettivi supporti per vassoi e cassette.

      POSSIBILE CAUSA
      Filtro della camera ostruito.
      SOLUZIONE
      Rimuovere e pulire il filtro della camera.

      POSSIBILE CAUSA
      Cappuccio del filtro della camera non posizionato correttamente.
      SOLUZIONE
      Montare il cappuccio del filtro della camera in maniera corretta (vedere il capitolo “Manutenzione mensile oppure ogni 50 cicli - Pulizia del filtro della camera” nelle istruzioni di impiego).

      POSSIBILE CAUSA
      Carico non posizionato correttamente.
      SOLUZIONE
      Seguire le raccomandazioni indicate nel capitolo “Manutenzione e preparazione del carico” nelle istruzioni di impiego.
    • Segnalazione relativa alla sostituzione delle parti di consumo.
      POSSIBILE CAUSA
      Parte di consumo da sostituire.
      SOLUZIONE
      Ordinare la parte di consumo richiesta (guarnizione della porta, filtro antipolvere, filtro batteriologico) e sostituirla. Vedere il capitolo “Manutenzione” nelle istruzioni di impiego.
    • La sterilizzatrice rimane spenta.
      POSSIBILE CAUSA
      L’interruttore di alimentazione o l’interruttore generale sono spenti.
      SOLUZIONE
      Accendere l’interruttore di alimentazione o l’interruttore generale.
      POSSIBILE CAUSA
      La presa non è alimentata.
      SOLUZIONE
      Verificare l’alimentazione elettrica dell’edificio.
      POSSIBILE CAUSA
      Il cavo di alimentazione non è collegato correttamente.
      SOLUZIONE
      Controllare e collegare correttamente il cavo di alimentazione.
    • Perdita di acqua dalla parte anteriore della sterilizzatrice.
      POSSIBILE CAUSA
      Perdita dalla guarnizione della porta della camera.
      SOLUZIONE
      Pulire o sostituire la guarnizione della porta. Pulire la superficie della porta rivolta verso la camera.
      POSSIBILE CAUSA
      Perdita interna.
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Il ciclo parte ma la temperatura e la pressione non salgono
      POSSIBILE CAUSA
      Il termostato di sicurezza è aperto.
      SOLUZIONE
      Ripristinare il termostato di sicurezza (vedere il capitolo “Reset del termostato di sicurezza” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Guasto elettrico/elettronico
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Gli strumenti si colorano di marrone o di nero.
      POSSIBILE CAUSA
      Temperatura selezionata non idonea.
      SOLUZIONE
      Scegliere un ciclo con temperatura di sterilizzazione più bassa. Seguire le istruzioni del fabbricante degli strumenti.
    • Non sono presenti cicli nel menu della cronologia.
      POSSIBILE CAUSA
      Una scheda elettronica è stata sostituita durante la manutenzione.
      SOLUZIONE
      Impossibile ripristinare la memoria della scheda vecchia. Consultare la cronologia dei cicli nella chiavetta USB.
    • All’inizio del ciclo la porta della camera si blocca, ma si riapre immediatamente. Appare il messaggio “Aprire la porta”.
      POSSIBILE CAUSA
      Guarnizione della porta non posizionata correttamente.
      SOLUZIONE
      Controllare che la guarnizione della porta sia ben inserita lungo tutta la circonferenza.
      POSSIBILE CAUSA Corsa della porta ostruita da oggetti esterni o dal carico stesso.
      SOLUZIONE
      Togliere gli oggetti estranei tra la porta e la sua sede. Controllare che non vi siano interferenze tra la porta e gli accessori della camera e/o il carico.
    • Appena accesa, la sterilizzatrice passa in modalità “Standby”.
      POSSIBILE CAUSA
      L’unità è stata spenta mentre si trovava in modalità "Standby".
      SOLUZIONE
      Premere il pulsante della modalità “Standby” per uscire.
    • Alla fine del ciclo appare il messaggio “Aprire la porta”, ma non è possibile eseguire l’operazione.
      POSSIBILE CAUSA
      La camera è ancora sotto pressione a causa di un errore interno.
      SOLUZIONE
      Scollegare la sterilizzatrice e attendere almeno tre ore: in questo modo le pressioni interne saranno rilasciate e sarà possibile aprire la porta della camera. Quindi riprovare. Se il problema persiste, contattare telefonicamente l’Assistenza.
      POSSIBILE CAUSA
      Il filtro batteriologico è bloccato.
      SOLUZIONE
      Rimuovere il filtro batteriologico per rilasciare la pressione. Sostituire il filtro (vedere il capitolo “Manutenzione ogni 400 cicli - Sostituzione del filtro batteriologico” nelle istruzioni di impiego). I filtri batteriologici devono essere sostituiti ogni 400 cicli.
    • La fase di sterilizzazione (PROCESSO) di un ciclo ha una durata eccessiva.
      POSSIBILE CAUSA
      La temperatura della camera è scesa sotto il minimo e il software ha eseguito un ripristino corretto.
      SOLUZIONE
      Attendere la fine del ciclo. Se il problema si verifica frequentemente,
      contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • È necessario eseguire test periodici per Lisa/Lina/Lara?
      Lisa/Lina/Lara prevedono cicli di test (test B&D/Helix, test del vuoto). Le linee guida vigenti a livello locale/nazionale definiscono l’obbligatorietà e la frequenza dei test.
    • Per quanto tempo deve essere conservata la documentazione relativa ai test regolari?
      Conservare i risultati in accordo alle leggi e alle linee guida locali/nazionali specifiche. Queste registrazioni possono essere utili anche quando è necessaria assistenza.
    • Cosa si intende per convalida?
      La convalida è una procedura di verifica condotta da un’autorità ufficiale, finalizzata a dimostrare l’efficacia della sterilizzatrice. Le linee guida vigenti a livello locale/nazionale definiscono l’obbligatorietà e la frequenza della convalida.
    • È necessario documentare i risultati di tutti i test periodici?
      W&H suggerisce di registrare tutti i test periodici, le riparazioni e le modifiche apportate alla sterilizzatrice in un registro, riportando la data e la firma della persona che ha eseguito il test o un’altra attività. Le linee guida vigenti a livello locale/nazionale definiscono l’obbligatorietà della documentazione.
    • La sterilizzatrice Lisa/Lina necessita di controlli periodici/convalide periodiche?
      In generale, la convalida comprende una serie di test definiti da norme riconosciute a livello internazionale. Per ogni dispositivo, questi test iniziano con i test in fabbrica eseguiti in W&H. Inoltre, la documentazione correlata è fornita insieme al dispositivo. I tecnici specialisti effettuano altri test per assicurarsi del corretto funzionamento del dispositivo, prima di consegnarlo nelle vostre sedi. In base alle direttive e alle leggi locali e nazionali, il dispositivo è soggetto a un cosiddetto controllo del funzionamento, che viene rinnovato a intervalli regolari. Per ulteriori informazioni, contattare il proprio rivenditore.
    • A chi bisogna rivolgersi per la convalida e la manutenzione della propria sterilizzatrice Lisa/Lina?
      La convalida deve essere eseguita da un’autorità ufficiale, mentre per la manutenzione bisogna affidarsi a un tecnico qualificato e autorizzato.
    • Come si sostituiscono le parti di consumo della sterilizzatrice Lisa/Lina?
      Le indicazioni per la sostituzione delle parti di consumo sono fornite nelle istruzioni di impiego, capitolo “Manutenzione”. È disponibile inoltre anche un video: • Nella sterilizzatrice, alla sezione “Manutenzione” del menu (solo per il modello Lisa); alla voce Parti di consumo & Accessori e nella sezione Video tutorial di questo sito Web.
    • Che tipo di acqua bisogna utilizzare per la sterilizzatrice Lisa/Lina?
      Esistono direttive e norme riconosciute a livello internazionale che specificano il tipo di acqua da utilizzare per le sterilizzatrici. Questo perché l’acqua utilizzata può danneggiare seriamente la sterilizzatrice o compromettere il processo di sterilizzazione. Pertanto, per la sterilizzatrice W&H si può usare solamente acqua con conducibilità inferiore a 15 μS/cm. Il sistema Multidem (/en_global/dental-products/sterilization-hygienic-maintenance/water-treatment-devices/multidem) è particolarmente indicato per la preparazione di acqua adatta (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
    • Gli strumenti andrebbero conservati all’interno di buste? Per quanto tempo si possono conservare dopo la sterilizzazione?
      Per avere la certezza che gli strumenti rimangano sterili nel periodo dalla sterilizzazione all’utilizzo, W&H suggerisce di conservarli all’interno di sistemi protettivi sterili adatti prima della sterilizzazione. Il periodo di conservazione consigliato è riportato nelle istruzioni fornite dal produttore del materiale usato per imbustare gli strumenti. Per ulteriori informazioni, contattare il proprio rivenditore.
  • Lisa (28)
    • Qual'è il rumorre massimo raggiunto da un autoclave?
      Il massimo livello di rumore di Lisa 2019 è di 64,3 decibel, per Lara è di 66,9 decibel.
    • Depositi o macchie sugli strumenti.
      POSSIBILE CAUSA
      Strumenti sciacquati con acqua corrente ma non asciugati prima della sterilizzazione.
      SOLUZIONE
      Assicurarsi che gli strumenti siano sciacquati con acqua distillata o demineralizzata e completamente asciutti prima di posizionarli nella sterilizzatrice.
      POSSIBILE CAUSA
      Uso di acqua di scarsa qualità o con eccessivo contenuto di sostanze chimiche.
      SOLUZIONE
      Svuotare entrambi i serbatoi di acqua. Usare acqua di buona qualità (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Residui organici o chimici sugli strumenti.
      SOLUZIONE
      Pulire, sciacquare e asciugare gli strumenti prima di riporli nella sterilizzatrice (vedere il capitolo “Manutenzione e preparazione del carico” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Camera, vassoi, supporto vassoi sporchi.
      SOLUZIONE
      Pulire la camera e lavare i relativi accessori.
      POSSIBILE CAUSA
      Contatto tra strumenti di materiali diversi.
      SOLUZIONE
      Assicurarsi che strumenti di diverso materiale non si tocchino tra loro (alluminio, carbonio, acciaio inox, ecc.); posizionarli su vassoi o cassette diversi o rimpacchettarli (vedere il capitolo “Manutenzione e preparazione del carico” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Depositi di calcare nella camera.
      SOLUZIONE
      Pulire la camera e usare acqua di buona qualità (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
    • La sterilizzatrice è collegata a un sistema automatico di alimentazione dell’acqua, il serbatoio acqua pulita è vuoto e il riempimento automatico dell’acqua non parte.
      POSSIBILE CAUSA
      Sistema di riempimento dell’acqua non collegato.
      SOLUZIONE
      Collegare il sistema di riempimento dell’acqua alla sterilizzatrice. (Per i requisiti di qualità dell’acqua, vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Mancanza temporanea di acqua durante un precedente tentativo di riempimento del serbatoio.
      SOLUZIONE
      Poiché fra un ciclo e l’altro viene eseguito un solo tentativo di riempimento del serbatoio dell’acqua, questo evento impedisce l’alimentazione dell’acqua. Spegnere e riaccendere la sterilizzatrice.
      Verificare il sistema di riempimento acqua esterno.
      Verificare che non vi siano perdite di acqua dalla sterilizzatrice.
      POSSIBILE CAUSA
      Sensore di livello acqua MIN difettoso nel serbatoio dell’acqua pulita.
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Alla fine del ciclo, nella camera sono presenti residui di acqua.
      POSSIBILE CAUSA
      Sterilizzatrice non livellata.
      SOLUZIONE
      Posizionare la sterilizzatrice su una superficie piana e livellata.

      POSSIBILE CAUSA
      Camera eccessivamente caricata.
      SOLUZIONE
      Rispettare i limiti di carico massimo consentito per ogni tipo di carico. Usare sempre i rispettivi supporti per vassoi e cassette.

      POSSIBILE CAUSA
      Filtro della camera ostruito.
      SOLUZIONE
      Rimuovere e pulire il filtro della camera.

      POSSIBILE CAUSA
      Cappuccio del filtro della camera non posizionato correttamente.
      SOLUZIONE
      Montare il cappuccio del filtro della camera in maniera corretta (vedere il capitolo “Manutenzione mensile oppure ogni 50 cicli - Pulizia del filtro della camera” nelle istruzioni di impiego).

      POSSIBILE CAUSA
      Carico non posizionato correttamente.
      SOLUZIONE
      Seguire le raccomandazioni indicate nel capitolo “Manutenzione e preparazione del carico” nelle istruzioni di impiego.
    • Segnalazione relativa alla sostituzione delle parti di consumo.
      POSSIBILE CAUSA
      Parte di consumo da sostituire.
      SOLUZIONE
      Ordinare la parte di consumo richiesta (guarnizione della porta, filtro antipolvere, filtro batteriologico) e sostituirla. Vedere il capitolo “Manutenzione” nelle istruzioni di impiego.
    • La sterilizzatrice rimane spenta.
      POSSIBILE CAUSA
      L’interruttore di alimentazione o l’interruttore generale sono spenti.
      SOLUZIONE
      Accendere l’interruttore di alimentazione o l’interruttore generale.
      POSSIBILE CAUSA
      La presa non è alimentata.
      SOLUZIONE
      Verificare l’alimentazione elettrica dell’edificio.
      POSSIBILE CAUSA
      Il cavo di alimentazione non è collegato correttamente.
      SOLUZIONE
      Controllare e collegare correttamente il cavo di alimentazione.
    • Perdita di acqua dalla parte anteriore della sterilizzatrice.
      POSSIBILE CAUSA
      Perdita dalla guarnizione della porta della camera.
      SOLUZIONE
      Pulire o sostituire la guarnizione della porta. Pulire la superficie della porta rivolta verso la camera.
      POSSIBILE CAUSA
      Perdita interna.
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Il ciclo parte ma la temperatura e la pressione non salgono
      POSSIBILE CAUSA
      Il termostato di sicurezza è aperto.
      SOLUZIONE
      Ripristinare il termostato di sicurezza (vedere il capitolo “Reset del termostato di sicurezza” nelle istruzioni di impiego).
      POSSIBILE CAUSA
      Guasto elettrico/elettronico
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Gli strumenti si colorano di marrone o di nero.
      POSSIBILE CAUSA
      Temperatura selezionata non idonea.
      SOLUZIONE
      Scegliere un ciclo con temperatura di sterilizzazione più bassa. Seguire le istruzioni del fabbricante degli strumenti.
    • Non sono presenti cicli nel menu della cronologia.
      POSSIBILE CAUSA
      Una scheda elettronica è stata sostituita durante la manutenzione.
      SOLUZIONE
      Impossibile ripristinare la memoria della scheda vecchia. Consultare la cronologia dei cicli nella chiavetta USB.
    • All’inizio del ciclo la porta della camera si blocca, ma si riapre immediatamente. Appare il messaggio “Aprire la porta”.
      POSSIBILE CAUSA
      Guarnizione della porta non posizionata correttamente.
      SOLUZIONE
      Controllare che la guarnizione della porta sia ben inserita lungo tutta la circonferenza.
      POSSIBILE CAUSA Corsa della porta ostruita da oggetti esterni o dal carico stesso.
      SOLUZIONE
      Togliere gli oggetti estranei tra la porta e la sua sede. Controllare che non vi siano interferenze tra la porta e gli accessori della camera e/o il carico.
    • Appena accesa, la sterilizzatrice passa in modalità “Standby”.
      POSSIBILE CAUSA
      L’unità è stata spenta mentre si trovava in modalità "Standby".
      SOLUZIONE
      Premere il pulsante della modalità “Standby” per uscire.
    • Alla fine del ciclo appare il messaggio “Aprire la porta”, ma non è possibile eseguire l’operazione.
      POSSIBILE CAUSA
      La camera è ancora sotto pressione a causa di un errore interno.
      SOLUZIONE
      Scollegare la sterilizzatrice e attendere almeno tre ore: in questo modo le pressioni interne saranno rilasciate e sarà possibile aprire la porta della camera. Quindi riprovare. Se il problema persiste, contattare telefonicamente l’Assistenza.
      POSSIBILE CAUSA
      Il filtro batteriologico è bloccato.
      SOLUZIONE
      Rimuovere il filtro batteriologico per rilasciare la pressione. Sostituire il filtro (vedere il capitolo “Manutenzione ogni 400 cicli - Sostituzione del filtro batteriologico” nelle istruzioni di impiego). I filtri batteriologici devono essere sostituiti ogni 400 cicli.
    • La fase di sterilizzazione (PROCESSO) di un ciclo ha una durata eccessiva.
      POSSIBILE CAUSA
      La temperatura della camera è scesa sotto il minimo e il software ha eseguito un ripristino corretto.
      SOLUZIONE
      Attendere la fine del ciclo. Se il problema si verifica frequentemente,
      contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Lisa 17/22 - Segnalazione relativa al salvataggio su chiavetta USB (file HTML e SCL)
      POSSIBILE CAUSA
      Il dispositivo di archiviazione di massa USB non è collegato oppure è pieno. SOLUZIONE
      Verificare la disponibilità e le condizioni della chiavetta USB.
      Se il problema persiste, contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Lisa 17/22
      Segnalazione relativa alla manutenzione programmata.
      POSSIBILE CAUSA
      Programma di manutenzione da eseguire.
      SOLUZIONE
      Contattare un Partner di Assistenza Autorizzato W&H.
    • Lisa 17/22
      La stampante del rapporto del ciclo non funziona.
      POSSIBILE CAUSA
      Stampante collegata in maniera errata o spenta.
      SOLUZIONE
      Controllare il collegamento dati e di alimentazione con la stampante.
    • È necessario eseguire test periodici per Lisa/Lina/Lara?
      Lisa/Lina/Lara prevedono cicli di test (test B&D/Helix, test del vuoto). Le linee guida vigenti a livello locale/nazionale definiscono l’obbligatorietà e la frequenza dei test.
    • Per quanto tempo deve essere conservata la documentazione relativa ai test regolari?
      Conservare i risultati in accordo alle leggi e alle linee guida locali/nazionali specifiche. Queste registrazioni possono essere utili anche quando è necessaria assistenza.
    • Cosa si intende per convalida?
      La convalida è una procedura di verifica condotta da un’autorità ufficiale, finalizzata a dimostrare l’efficacia della sterilizzatrice. Le linee guida vigenti a livello locale/nazionale definiscono l’obbligatorietà e la frequenza della convalida.
    • È necessario documentare i risultati di tutti i test periodici?
      W&H suggerisce di registrare tutti i test periodici, le riparazioni e le modifiche apportate alla sterilizzatrice in un registro, riportando la data e la firma della persona che ha eseguito il test o un’altra attività. Le linee guida vigenti a livello locale/nazionale definiscono l’obbligatorietà della documentazione.
    • La sterilizzatrice Lisa/Lina necessita di controlli periodici/convalide periodiche?
      In generale, la convalida comprende una serie di test definiti da norme riconosciute a livello internazionale. Per ogni dispositivo, questi test iniziano con i test in fabbrica eseguiti in W&H. Inoltre, la documentazione correlata è fornita insieme al dispositivo. I tecnici specialisti effettuano altri test per assicurarsi del corretto funzionamento del dispositivo, prima di consegnarlo nelle vostre sedi. In base alle direttive e alle leggi locali e nazionali, il dispositivo è soggetto a un cosiddetto controllo del funzionamento, che viene rinnovato a intervalli regolari. Per ulteriori informazioni, contattare il proprio rivenditore.
    • A chi bisogna rivolgersi per la convalida e la manutenzione della propria sterilizzatrice Lisa/Lina?
      La convalida deve essere eseguita da un’autorità ufficiale, mentre per la manutenzione bisogna affidarsi a un tecnico qualificato e autorizzato.
    • Come si sostituiscono le parti di consumo della sterilizzatrice Lisa/Lina?
      Le indicazioni per la sostituzione delle parti di consumo sono fornite nelle istruzioni di impiego, capitolo “Manutenzione”. È disponibile inoltre anche un video: • Nella sterilizzatrice, alla sezione “Manutenzione” del menu (solo per il modello Lisa); alla voce Parti di consumo & Accessori e nella sezione Video tutorial di questo sito Web.
    • Come si puliscono i serbatoi dell’acqua e quali sono i prodotti consigliati?
      Le indicazioni per la pulizia dei serbatoi dell’acqua sono fornite nelle istruzioni di impiego, capitolo “Manutenzione”. Informazioni e video relativi alla pulizia dei serbatoi dell’acqua e ai prodotti detergenti sono disponibili anche nella sezione Video tutorial di questo sito Web.
    • Che tipo di acqua bisogna utilizzare per la sterilizzatrice Lisa/Lina?
      Esistono direttive e norme riconosciute a livello internazionale che specificano il tipo di acqua da utilizzare per le sterilizzatrici. Questo perché l’acqua utilizzata può danneggiare seriamente la sterilizzatrice o compromettere il processo di sterilizzazione. Pertanto, per la sterilizzatrice W&H si può usare solamente acqua con conducibilità inferiore a 15 μS/cm. Il sistema Multidem (/en_global/dental-products/sterilization-hygienic-maintenance/water-treatment-devices/multidem) è particolarmente indicato per la preparazione di acqua adatta (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
    • Gli strumenti andrebbero conservati all’interno di buste? Per quanto tempo si possono conservare dopo la sterilizzazione?
      Per avere la certezza che gli strumenti rimangano sterili nel periodo dalla sterilizzazione all’utilizzo, W&H suggerisce di conservarli all’interno di sistemi protettivi sterili adatti prima della sterilizzazione. Il periodo di conservazione consigliato è riportato nelle istruzioni fornite dal produttore del materiale usato per imbustare gli strumenti. Per ulteriori informazioni, contattare il proprio rivenditore.
    • È sempre necessario contattare il proprio Servizio di Assistenza prima di spedire gli apparecchi per la riparazione?
      Se non si conosce la causa del problema, è consigliabile rivolgersi prima al Servizio di Assistenza e parlare con un tecnico. Collaborando con il tecnico è spesso possibile risolvere alcuni problemi tecnici e stabilire quali componenti devono essere spediti per la riparazione.

Accessori

Piezo Scaler

Turbine

Air polisher

Manipoli & Contrangoli

  • Proxeo TWIST (2)
    • É possibile utilizzare le coppette per profilassi disponibili sul mercato per WP-66 W?
      Per trarre vantaggio dal sistema LatchShort e beneficiare della lunga durata del contrangolo (WP-66 W), si raccomanda l'impiego di coppette per profilassi W&H. Tecnicamente è possibile utilizzare le coppette per profilassi dei sistemi standard Latch (con un gambo di 2,35 mm).
    • Perché devo utilizzare un contrangolo per profilassi (WP-66 W)?
      In generale, i contrangolo per profilassi W&H dispongono di una guarnizione sulla testina che previene l'infiltrazione della saliva e della pasta. In questo modo viene prolungato il ciclo di vita del contrangolo.
      La rimozione più efficace degli scolorimenti e, allo stesso tempo, la migliore conservazione dello smalto e della dentina dipendono, tra le altre cose, dalla velocità di lucidatura, ovvero dai giri al minuto. Con un rapporto di riduzione pari a 4:1 (quattro giri del motore corrispondono ad un giro del calice), viene ridotta la velocità di rotazione del calice per profilassi. Ciò consente di evitare la formazione di schizzi di pasta durante l'utilizzo.

Dispositivo per manutenzione

  • Assistina TWIN (7)
    • Quali passaggi vengono svolti in Assistina TWIN?
      • Pulizia dei canali spray con W&H Activefluid
      • Lubrificazione delle parti rotanti con W&H Service Oil
      • Nel corso del processo di manutenzione, aerosol potenzialmente contaminati vengono estratti dalla camera di lavorazione e l'aria di scarico viene pulita con un filtro HEPA.
    • Quali adattatori degli strumenti sono disponibili per Assistina Twin?
      Tutti gli adattatori compatibili con Assistina 3x2/3x3 possono essere usati anche in Assistina TWIN. È presente una sola eccezione: l'adattatore RM/ISO per Assistina 3x2/3x3 non è compatibile con Assistina TWIN. L'adattatore HPI invece può essere usato per Assistina TWIN.
    • Perché Assistina TWIN è dotata di filtro HEPA?
      Durante il processo di manutenzione all’interno di Assistina TWIN, le parti rotanti sono lubrificate con olio e i canali dello spray sono risciacquati con soluzione detergente. Questi liquidi sono introdotti nei manipoli usando aria compressa che produce aerosol, il quale può contenere fluidi corporei potenzialmente contaminati (ad esempio sangue e saliva). Al fine di garantire che la strumentazione non produca alcun rischio per l’utente, il paziente e terzi, la legge stabilisce che è necessario evitare che gli aerosol fuoriescano dallo strumento. Ci assicuriamo che ciò non accada usando un'aspirazione attiva e il filtro HEPA. Il filtro HEPA deve ovviamente essere cambiato periodicamente, per questo il ciclo vitale del filtro è tarato esattamente per la capacità di due cartucce. Il filtro HEPA raggiunge quindi il termine del proprio ciclo di vita all’esaurimento del set di cartucce.
    • Cosa significa HEPA e cosa viene filtrato dall'aria?
      HEPA è l'acronimo di “High Efficiency Particular Air” e il filtro è classificato come HEPA classe E11. Questo significa che il filtro trattiene tutte le particelle di dimensioni superiori a 1 µm, che includono, tra le altre cose, un'ampia gamma di batteri e virus, di particelle sospese come polvere e di aerosol respirabile.
    • L’utente come può sapere quando è necessario sostituire il TWIN Care Set?
      Il sistema di monitoraggio intelligente del processo documenta il numero di cicli di manutenzione eseguiti e quindi calcola in modo automatico il numero di strumenti ancora pulibili con la quantità di liquido rimanente. L’utente riceve un avviso 300 cicli prima che la cartuccia necessiti di essere sostituita (i LED dell’olio e del detergente sopra all’unità diventano di colore giallo).
    • Con che frequenza è necessario sostituire il TWIN Care Set?
      I volumi di consumo di ciascuno strumento sono pari a 0,07 ml di olio e 0,07 ml di soluzione pulente. Questo fornisce una capacità massima di 2857 cicli. In realtà il valore è compreso tra 2800 e 2850 cicli in quanto è richiesto anche il rabbocco iniziale e la capacità delle cartucce è soggetta a tolleranze regolate dagli standard applicabili.
    • Perché in Assistina TWIN non è presente l’opzione di lubrificazione rotazionale?
      In Assistina TWIN l’olio viene atomizzato prima di entrare nello strumento. Ciò garantisce la copertura completa degli ingranaggi, eliminando una lubrificazione rotazionale tecnicamente complessa e lunga. Tuttavia non c’è alcun impatto negativo per la qualità della manutenzione: il risultato dell’operazione di manutenzione corrisponde a quelli ottenuti con Assistina 301 Plus.

Accessori

  • W&H Osstell ISQ module (7)
    • Che cosa significa ISQ?
      L'abbreviazione ISQ significa Implant Stability Quotient (quoziente di stabilità implantare). Si tratta di un valore compreso tra 1 e 100 e dà al chirurgo un'indicazione della stabilità dell'impianto dopo il suo posizionamento. Con il valore ISQ, il chirurgo è in grado di monitorare l'osteointegrazione.
    • Come funziona la misurazione dell'ISQ?
      > Per misurare l'ISQ di un impianto, innanzitutto si avvita un SmartPeg nell'impianto posizionato. Lo SmartPeg, dotato di magnete nella parte superiore, funziona come un piccolo diapason. Il magnete sullo SmartPeg viene "colpito" dagli impulsi magnetici, provenienti dalla sonda, che fanno vibrare lo SmartPeg. Lo SmartPeg vibrerà in funzione della rigidità dell'interfaccia tra la superficie dell'impianto e l'osso. Più è denso l'osso, più elevati saranno la stabilità e il valore ISQ.
      isq scale
    • Dove posso acquistare gli SmartPeg?
      Contatti il partner W&H locale.
      La vendita di SmartPeg sarà definita in funzione del Paese.
      Il chirurgo riceverà gratuitamente 5 SmartPeg. Con la consegna del prodotto, riceverà un voucher.
    • L'ISQ è scientificamente dimostrato?
      La tecnologia Osstell ISQ è comprovata da oltre 700 studi scientifici. Tali studi hanno dimostrato che coppia e ISQ sono in correlazione.
    • Qual è la differenza tra coppia e ISQ?
      La coppia è una misurazione statica una tantum, eseguita al momento del posizionamento dell'impianto, e non può essere ripetuta successivamente in modo non invasivo. Osstell ISQ misura la stabilità laterale dell'impianto e le misurazioni possono essere ripetute in modo non invasivo e dinamico per monitorare lo sviluppo dell'osteointegrazione.
    • Tutti i nuovi Implantmed sono compatibili con il modulo Osstell ISQ di W&H?
      Sì. Tutte le unità di controllo SI-1023, SI-1015 e SI-1010 possono essere aggiornate con il modulo Osstell ISQ di W&H.
    • Il chirurgo può aggiornare autonomamente l'unità o deve rivolgersi al servizio tecnico?
      Il chirurgo o l'assistente possono facilmente collegare il modulo al lato destro di Implantmed, seguendo le indicazioni della guida rapida in dotazione. Il modulo è di tipo plug-and-play con connessione USB.Implantmed with ISQ model comparison

Misurazione della stabilità implantare

  • Osstell Beacon (2)
    • Che cosa significa ISQ?
      L'abbreviazione ISQ significa Implant Stability Quotient (quoziente di stabilità implantare). Si tratta di un valore compreso tra 1 e 100 e dà al chirurgo un'indicazione della stabilità dell'impianto dopo il suo posizionamento. Con il valore ISQ, il chirurgo è in grado di monitorare l'osteointegrazione.
    • Dove posso acquistare gli SmartPeg?
      Contatti il partner W&H locale.
      La vendita di SmartPeg sarà definita in funzione del Paese.
      Il chirurgo riceverà gratuitamente 5 SmartPeg. Con la consegna del prodotto, riceverà un voucher.

Apparecchi Chirurgici

Manipoli & Contrangoli

Manipoli & Contrangoli

Iniezione intraossea

  • Anesto (27)
    • Che cosa occorre per un'efficace anestesia intraossea?
      L'anestesia intraossea dipende dalla presenza di un efficiente tessuto osseo spugnoso, che consente al materiale anestetico di diffondersi nell'area interessata.
    • È possibile sterilizzare il sistema Anesto?
      Sì, può essere preparato in un termodisinfettore e infine trattato in autoclave secondo gli standard noti (informarsi sulle misure igieniche consigliate riportate nelle istruzioni per l'uso di Anesto).
    • L'applicazione palatale è ancora possibile o utile?
      Sostanzialmente l'iniezione viene eseguita dal vestibolare. L'applicazione palatale è affidata alla decisione e alla responsabilità personale dell'esecutore del trattamento, tuttavia viene sconsigliata da noi. Per il paziente sensibile al dolore è disponibile l'applicazione aggiuntiva di un anestetico superficiale (i gel sono particolarmente efficaci) palatale/linguale con cui è possibile evitare la penetrazione palatale/linguale. Soprattutto nei pazienti con un viso magro, il palato assume generalmente la forma di un arco gotico; se poi il palato è alto, alcune aree non risultano trattabili con Anesto! È quindi necessario un anestetico superficiale.
    • Sappiamo che, durante l'estrazione dentale, è necessario anestetizzare varie strutture nervose con una sola iniezione. Consideriamo ad esempio l'anestesia mandibolare. In questo caso, con un corretto posizionamento dell'anestesia troncolare, ci si può aspettare di anestetizzare il nervo mandibolare e il nervo linguale. Cosa cambia ora con Anesto?
      L'anestesia intraossea influisce in primo luogo soltanto sulla regione target del nervo alveolare inferiore. Per influire sul territorio di innervazione del nervo linguale si consiglia l'impiego di un anestetico superficiale. Si tratta di una procedura di trattamento separata, ma l'applicazione di questa procedura in futuro eviterà la compromissione nervosa che può verificarsi con la puntura diretta del nervo o l'applicazione in prossimità del nervo mandibolare o del nervo linguale.
    • L'anestetico fuoriesce dal manipolo.
      In caso di ago otturato (anche a causa di una torsione dello stesso), applicando sufficiente pressione sulla leva, l'anestetico fuoriesce in corrispondenza del punto di iniezione dell'ago nella fiala e fuoriesce quindi nuovamente sul manipolo. Per risolvere il problema: controllare il passaggio dell'ago e, se necessario, sostituirlo.
    • L'anestetico rifluisce sull'ago dal fondo.
      Nel caso di una mucosa molto sottile, può verificarsi una rapida dilatazione del foro già nella mucosa che, nella fase di infiltrazione, può provocare il reflusso di anestetico in caso di una pressione di iniezione eccessiva. La situazione è diversa nel tessuto osseo spugnoso: anche in questo punto una pressione di iniezione eccessiva può portare al reflusso. Non bisogna avere fretta, la velocità di assorbimento nei tessuti è di poche gocce al minuto. Ricordiamo che l'anestetico è un farmaco ed è presente in forma leggermente alcalina; questa caratteristica chimica, combinata a una eccessiva concentrazione a livello locale, può causare il danneggiamento dei tessuti se la quantità somministrata in un tempo ridotto è eccessiva. Questa non è una particolarità di Anesto: una certa cautela durante l'applicazione è necessaria per qualsiasi procedura di anestesia. Se l'ago viene utilizzato senza essere stato centrato, si rompe e la perforazione diventa più estesa. È molto probabile che si verifichi un reflusso.
    • Quale effetto esercita la velocità dell'ago?
      Se l'ago viene utilizzato con una velocità eccessivamente ridotta, nelle aree molto spugnose si verifica un'espansione del foro. D'altra parte, con una rotazione eccessivamente ridotta, il tessuto osseo spugnoso subisce una compressione. Una velocità elevata lacera invece in modo frastagliato il tessuto osseo spugnoso, limitando eccessivamente o annullando la compressione e l'ostruzione. Per impedire che ciò si verifichi, è importante che in studio vengano scrupolosamente seguite le indicazioni in merito riportate nel manuale, all'interno del protocollo del trattamento: Avvicinare l'ago per l'iniezione fermo secondo le tecniche di inserimento scelte in direzione del periostio/osso, fino a quando avviene il contatto con l'osso. Esercitare una moderata pressione di penetrazione e premere a fondo il comando a pedale per raggiungere immediatamente la velocità impostata (15.000 – 25.000 g/min). L'ago procede spontaneamente attraverso l'osso. Evitare un avvio dolce: c'è maggior rischio di ostruzione dell'ago e di lacerazione della gengiva in corrispondenza delle superfici di contatto rotanti. In questa sede presumiamo che il foro nella sostanza corticale centri l'ago e che la fase di foratura termini dopo max. 3 secondi. Non avremo aree di foratura espanse o frastagliate.
    • È necessario prestare attenzione alla pressione di iniezione e a quale velocità di iniezione deve essere eseguita l'applicazione?
      La pressione di iniezione deve avvenire direttamente tramite lenti movimenti a leva della pompa in un intervallo di qualche minuto. L'anestetico defluisce meglio e non si verificano effetti collaterali, ad es. aumento delle pulsazioni. Se viene iniettata una quantità eccessiva in un'area ancora compromessa, si verifica inevitabilmente un reflusso. Iniettare lentamente l'anestetico nel tessuto osseo spugnoso premendo più volte con cautela la leva di dosaggio. Occorrono almeno 10 secondi per ogni fase di iniezione; pertanto si devono programmare complessivamente 2-3 minuti per questa fase del trattamento. Poiché la velocità di assorbimento è di circa 1 goccia/secondo, le prime fasi di iniezione vanno somministrate molto lentamente. Pressioni di iniezione eccessive ed elevate concentrazioni comportano il pericolo di lacerazioni e necrosi dei tessuti.
    • Che effetti ha la presenza di adrenalina nel tessuto osseo spugnoso sull'anemia?
      L'adrenalina in una concentrazione di 1.100.000 ha ottime proprietà vasocostrittrici. Lo stesso tessuto osseo spugnoso viene irrorato di sangue in modo ottimale anche grazie alla presenza di strutture di midollo nel sangue.
    • Non è possibile iniettare l'anestetico, l'ago si ostruisce. Come si deve procedere? In che modo la persona addetta al trattamento può evitare l'ostruzione dell'ago?
      Un ago può ostruirsi, soprattutto quando si cerca di perforare l'osso in assenza di rotazione. Un altro errore consiste nello spingere l'ago nella sostanza corticale a velocità ridotta. In questo caso la tensione sull'osso è tanto elevata che i frammenti di osso o la "farina di osso" mischiati al sangue rendono impermeabile l'ago. Si ha quindi una rotazione troppo lenta e una pressione eccessiva nel primo secondo di applicazione. Se è necessaria una maggiore pressione sulla leva di dosaggio o se non è possibile premere quest'ultima, l'ago per l'iniezione intraossea è ostruito e non è possibile eseguire l'iniezione. Rimuovere l'ago per l'iniezione intraossea dal supporto della fiala dell'ago, sostituirlo con uno nuovo e ripetere la procedura. L'utilizzo del foro iniziale presenta lo svantaggio di dover essere nuovamente individuato. Tuttavia, prima di sprecare tempo nella ricerca o prima che il vecchio foro si estenda, è preferibile eseguire un nuovo accesso. L'ostruzione dell'ago avviene, da un punto di vista puramente teorico, a causa dell'occlusione con materiali epiteliali e/o ossei uniti al sangue (nella maggior parte dei casi sangue coagulato). D'altro canto, ciò è sicuramente dovuto anche alle variazioni meccaniche della punta dell'ago. Durante l'impiego di Anesto è stato possibile osservare torsioni da 0 a 360°, ciò comporta una notevole limitazione del lume della punta dell'ago. Nei primi anni di impiego di Anesto sono state osservate poche occlusioni e ciò può essere presumibilmente attribuito al lavaggio dell'ago nella fase iniziale di infiltrazione. Il secondo e più importante fattore che causa l'ostruzione è la fase di penetrazione dell'osso corticale. In questo punto devono essere prese in considerazione la velocità di penetrazione e lo spessore dell'osso. Se non viene raggiunta la velocità descritta per l'impiego, l'ago ruota all'interno dell'osso senza penetrare nello stesso.
    • È possibile utilizzare anche aghi standard? Cosa distingue gli aghi per iniezioni intraossee?
      No, non è possibile stabilire con sicurezza che un comune ago per iniezioni sia adatto ai requisiti per la perforazione della sostanza corticale. L'ago sviluppato con o per questo sistema possiede una speciale guida rettificata; inoltre, l'ago presenta un rapporto lunghezza-diametro specifico per supportare le forze di rotazione. Dopo ogni utilizzo è possibile constatare che l'ago presenta deformazioni fino a 360° rispetto alla condizione iniziale.
    • È necessario utilizzare un nuovo ago per ogni paziente?
      Non dovrebbero sussistere dubbi nell'era dell'epatite (HBa; HBb; HBc) e dell'HIV! A parte la questione dell'igiene, un secondo processo di foratura non sarebbe comunque possibile a causa dell'alterazione irreversibile dell'ago.
    • È necessario utilizzare una nuova cannula per un nuovo sito di iniezione?
      Sì, consigliamo di utilizzare un nuovo ago per ogni procedura di penetrazione. Tra le variazioni nella forma dell'ago durante il processo di penetrazione è possibile osservare deformazioni fino a 360°. Queste comportano anche il restringimento del lume dell'ago. Aumenta così il rischio di ostruzione o di frattura dell'ago.
    • L'ago si rompe.
      Costituisce un pericolo, soprattutto se l'ago è già penetrato a fondo nella sostanza corticale. I casi finora noti mostrano tuttavia rotture prima della penetrazione nella sostanza corticale; ciò consente una semplice rimozione mediante una pinzetta. Un'improvvisa scomparsa dell'ago nella mucosa presuppone l'ausilio di corpi di riferimento per l'orientamento in tre dimensioni. Un apribocca CPGM di propria produzione, con una sfera metallica di riferimento (diametro definito) e definito radiograficamente su due livelli, consente di orientarsi e procedere in modo mirato alla rimozione.
    • Possibilità di aspirazione con il manipolo di Anesto.
      Attenendosi alle direttive di applicazione, eseguire l'iniezione nel tessuto osseo spugnoso. È piuttosto improbabile incontrare un vaso sanguigno di grandi dimensioni (ad es. il nervo alveolare inferiore). Esaminare nuovamente le istruzioni d'impiego che descrivono i siti di iniezione.
    • Pericolo di lesione vascolare.
      Quali vasi sanguigni potrebbero essere presenti nelle regioni di applicazione? In caso di corretto orientamento ci si aspetta con minori probabilità il fascio di vasi nervosi. Si tratta invece di vasi nutritivi, a lume piccolo e che non costituiscono un particolare pericolo. Un tessuto osseo spugnoso ben irrorato reagisce immediatamente all'anestetico. Non si dovrebbe quindi verificare un'intensa emorragia secondaria.
    • Pericolo di lesione della radice dentale.
      Se si presta attenzione alla forma, all'inclinazione e alla pellicola del dente, è molto difficile incontrare la radice e il legamento parodontale. Qualora, in casi estremi, si incontri una forte resistenza è bene valutare di nuovo se la regione dell'iniezione è corretta. Qualora si incontri la radice dentale o il sistema di supporto delle radici, non dovrebbe costituire un problema. In traumatologia vengono utilizzate viti monocorticali con spessore da 2 a 5 millimetri che hanno una lunghezza di soli 4 millimetri per il fissaggio delle placche. Se si penetra una radice, si verifica solo una leggera irritazione che poi scompare.
    • Lacerazione della mucosa
      La lacerazione della mucosa dipende dalle caratteristiche della membrana mucosa: una membrana mucosa sottile si deforma o lacera più facilmente di una mucosa spessa. Si deve inoltre considerare la sollecitazione provocata dalla rotazione dell'ago. La coppia dell'ago dipende dalla resistenza dell'area della membrana mucosa circostante. Quindi: avviare il motore con una velocità di almeno 15.000 g/min fino a un massimo di 25.000 g/min. In ogni caso evitare un avvio dolce, ossia: la membrana mucosa e la sostanza corticale devono essere penetrate sin dall'inizio alla massima velocità; in caso contrario sussiste il pericolo di ostruzione dell'ago e di lacerazione della gengiva in corrispondenza delle superfici di contatto con gli strumenti rotanti. Spingere con cautela l'ago per iniezioni intraossee nella mucosa fissa, posizionandolo verticalmente sull'osso.
    • Come descritto, è sufficiente una quantità ridotta di anestetico. Con questo sistema è necessario cambiare la cartuccia?
      Abbiamo già osservato il pericolo di infezioni nella risposta alla domanda riguardante la sostituzione dell'ago. Trascurando il fatto che l'anestetico ha in tutto il mondo un prezzo compreso tra 18 e 50 centesimi di € a cartuccia, sussiste il pericolo che sangue e batteri fluiscano nella sostanza durante l'estrazione. Le ricerche hanno dimostrato che al momento dell'estrazione dalla gomma (chiusura in gomma) per una frazione di secondo si genera una depressione in grado di aspirare particelle minuscole dei materiali presenti nell'ago all'interno della cartuccia (fonte: Walter Gräf in Aktuelle Aspekte der Lokalanästhesie Settembre 1984 Edizioni Hoechst Autori Prof Dr.Dr. Walter Hoffmann- Axthelm Freiburg im Breisgau, pagina 147).
    • Diffusione in profondità di germi superficiali
      La profilassi preoperatoria non è una procedura da prendere in considerazione esclusivamente da un punto di vista economico, ma anche un passaggio che, in combinazione con il normale impiego preoperatorio di Chloshexamed 0,1 o 0,2 % (che di per sé presenta un fattore di riduzione delle infezioni pari a 5000) assicura migliori condizioni igieniche preoperatorie. Purtroppo l'obiettivo di creare una condizione di assenza di batteri nella cavità orale in fase preoperatoria è assolutamente irrealizzabile e non ha riscontri nella realtà. Notoriamente vi sono due possibilità per gestire responsabilmente i rischi di un intervento intraorale. Il primo consiste nel ridurre il numero di germi con una profilassi pre-intervento e un lavaggio intraorale di 2 - 3 minuti con Chlorhexamed 0,1 o 0,2 %. La seconda possibilità è agire in modo sistematico su tutto l'organismo con un'unica dose di antibiotico. Con questo consiglio l'autore si riferisce in primo luogo agli interventi di chirurgia orale. I normali interventi conservativi, protesici ed endodontici non necessitano di questa procedura di gestione del rischio. Le anestesie intralegamentose, per infiltrazione e tronculari non prevedono misure di protezione particolari. Se si consulta la letteratura attuale riguardante questo tema, in presenza di normali condizioni di difesa dell'organismo, il rischio di un'infezione in seguito a un'iniezione intraorale è da ritenersi piuttosto ridotto. L'unica eccezione è rappresentata dai pazienti che richiedono una profilassi per endocardite dichiarata dal medico internista, (Kneist E. Plaquekontrolle mit Chlorhexidin ZWR – Das Deutsche Zahnärzteblatt 2011; 120 (4), pagg. 156 – 167 ). Sicuramente, a ogni iniezione, occorre considerare la diffusione di germi. Questo fatto non è però sorprendente. È sorprendente notare che la penetrazione di anestetico superficiale nella membrana mucosa della bocca, che di per sé rappresenta una terapia non invasiva, comporta un notevole incremento di germi nel sangue. Possiamo osservare lo stesso fenomeno, per esempio, durante la rimozione di tartaro o nelle misure di profilassi intraorale, che notoriamente richiedono un'adeguata profilassi antibiotica nei pazienti a rischio. Prima degli interventi chirurgici applichiamo un solido principio: la profilassi preoperativa più diffusa consiste nel lavaggio con Chlorhexamed 0,1% e in un'unica dose di antibiotico.
    • La penetrazione nella sostanza corticale è dolorosa? L'applicazione dell'anestetico è dolorosa?
      No, la penetrazione non è dolorosa. Se la procedura di pompaggio durante l'applicazione dell'anestetico viene eseguita con cautela, anche questa fase è assolutamente indolore. Un'eccessiva somministrazione di anestetico può causare il reflusso dello stesso perché il tessuto non è più in grado di riassorbirlo.
    • È possibile eseguire l'anestesia intraossea in qualsiasi regione ossea o esistono alcune aree problematiche?
      Non dobbiamo dimenticare che la soppressione della sensibilità avviene solamente nelle strutture nervose o nelle regioni dei recettori. Questo si verifica esclusivamente nell'area del periostio che presenta la massima densità di ricettori, lungo le strutture desmodontali e in corrispondenza dei percorsi nervosi. La sostanza corticale, per esempio, non è innervata, qui non si registra dolore e non è necessaria alcuna soppressione. L'iniezione deve essere eseguita all'altezza delle zone di transizione in corrispondenza del terzo mediano inferiore della radice. In questo punto, le strutture della radice iniziano ad assottigliarsi e si ha ancora una distanza sufficiente dalle strutture anatomiche rilevanti come, per esempio, il nervo alveolare inferiore o il seno mascellare. Definiremmo come controindicata la regione tra i premolari inferiori, perché si rischia di pungere i vasi sanguigni con la conseguente formazione di dolorosi ematomi.
    • Siamo a conoscenza di situazioni in cui le procedure di anestesia non hanno funzionato. Con quale frequenza l'anestesia con Anesto non funziona?
      Nel periodo compreso tra febbraio 2010 e gennaio 2011, dopo una spiegazione introduttiva, abbiamo chiesto a un totale di 532 pazienti se si sarebbero fatti anestetizzare con Anesto. Dopo il trattamento abbiamo chiesto se, secondo loro, la desensibilizzazione aveva funzionato. La scelta dei pazienti è stata effettuata secondo un criterio casuale, la partecipazione all'indagine è avvenuta su base volontaria. Non è stata quindi effettuata una selezione preliminare in base a regione di iniezione, sesso, classificazione per età e diagnosi. L'analisi ha coinvolto 478 pazienti e abbiamo potuto registrare una percentuale di successi pari al 97 %.
    • Effetti collaterali postoperatori: Senso di parestesia a lingua e labbra, senso di disagio, emorragie secondarie
      A oggi non sono stati riportati effetti negativi dell'applicazione. Occorre rispettare le controindicazioni in modo da ridurre il numero di segnalazioni. Attenersi alle indicazioni di applicazione, procedere con calma e non fare esperimenti.
    • Con l'anestesia intraossea possono verificarsi termonecrosi? Sussiste un rischio generale di necrosi?
      Poiché la velocità di trattamento è di circa 1 goccia/secondo, le prime fasi di iniezione vanno somministrate molto lentamente. Pressioni di iniezione eccessive ed elevate concentrazioni comportano il pericolo di lacerazioni e necrosi dei tessuti.
    • Anestesia insufficiente
      Il classico fallimento dell'anestesia deve essere naturalmente considerato anche nell'ambito dell'anestesia intraossea, se l'infiammazione e il conseguente scostamento dei valori del PH sono sufficientemente elevati.
    • Come si calcola la tariffa per Anesto?
      È importante spiegare al paziente che questo tipo di anestesia garantisce maggiori probabilità di successo da ogni punto di vista. La nuova legge sulle tariffe dei dentisti tedeschi (GOZ) così come i parametri di conteggio delle prestazioni dentistiche (BEMA) non prevedono un'apposita voce di fatturazione. Nel tariffario medico tedesco (GOÄ) i termini punzione ossea e infusione intraossea indicano un intervento di tipo diverso. La nuova legge GOZ offre tuttavia una sufficiente libertà d'interpretazione al paragrafo 2 e nei sottoparagrafi, che consentono di stabilire una cifra compresa tra 25 e 40 EURO. È inoltre possibile utilizzare come modello per la fatturazione la voce "The Wand". Il materiale anestetico e la punta dell'ago sono fatturabili come materiali di consumo.

Air Scaler

Raccordi

Manipoli per Seghe Chirurgiche

Manipoli & Contrangoli

Dispositivi depurazione acqua

  • Multidem (2)
    • Che tipo di acqua bisogna utilizzare per la sterilizzatrice Lisa/Lina?
      Esistono direttive e norme riconosciute a livello internazionale che specificano il tipo di acqua da utilizzare per le sterilizzatrici. Questo perché l’acqua utilizzata può danneggiare seriamente la sterilizzatrice o compromettere il processo di sterilizzazione. Pertanto, per la sterilizzatrice W&H si può usare solamente acqua con conducibilità inferiore a 15 μS/cm. Il sistema Multidem (/en_global/dental-products/sterilization-hygienic-maintenance/water-treatment-devices/multidem) è particolarmente indicato per la preparazione di acqua adatta (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
    • È sempre necessario contattare il proprio Servizio di Assistenza prima di spedire gli apparecchi per la riparazione?
      Se non si conosce la causa del problema, è consigliabile rivolgersi prima al Servizio di Assistenza e parlare con un tecnico. Collaborando con il tecnico è spesso possibile risolvere alcuni problemi tecnici e stabilire quali componenti devono essere spediti per la riparazione.
  • Osmo (2)
    • Che tipo di acqua bisogna utilizzare per la sterilizzatrice Lisa/Lina?
      Esistono direttive e norme riconosciute a livello internazionale che specificano il tipo di acqua da utilizzare per le sterilizzatrici. Questo perché l’acqua utilizzata può danneggiare seriamente la sterilizzatrice o compromettere il processo di sterilizzazione. Pertanto, per la sterilizzatrice W&H si può usare solamente acqua con conducibilità inferiore a 15 μS/cm. Il sistema Multidem (/en_global/dental-products/sterilization-hygienic-maintenance/water-treatment-devices/multidem) è particolarmente indicato per la preparazione di acqua adatta (vedere il capitolo “Qualità dell’acqua” nelle istruzioni di impiego).
    • È sempre necessario contattare il proprio Servizio di Assistenza prima di spedire gli apparecchi per la riparazione?
      Se non si conosce la causa del problema, è consigliabile rivolgersi prima al Servizio di Assistenza e parlare con un tecnico. Collaborando con il tecnico è spesso possibile risolvere alcuni problemi tecnici e stabilire quali componenti devono essere spediti per la riparazione.

Accessori

Motori elettrici

Manipoli & Contrangoli

Dispositivi da Laboratorio

Dispositivi Cordless

Avvitatore Protesico

Dispositivi ad Ozono

Motori ad aria